BerlsuconiIl post che, per pigrizia, non ho scritto ieri (in compenso ho visto un delizioso Polanski: correte al cinema), lo ha scritto Pigi Battista – un giornalista vero – stamattina sul Corriere. Glielo rubo e ve lo giro, sottolineando quelli che – a mio avviso – sono i due aspetti centrali di tutta la ventennale vicenda: 1) un leader è tale se aggrega, convince, mobilita, ma poi è capace di includere, sintetizzare, selezionare, gestire, promuovere, governare. Qui il fallimento di Berlusconi è stato totale, la semplice cronistoria lo dimostra; 2) i voti ce li ha lui.

LettaOra che la lunga vicenda della decadenza di Berlusconi sta per concludersi – e con essa la carriera politica del Cavaliere – proprio in questo momento il solitamente prudente capo del governo indossa le penne del pavone in Tv: “Chiusa la stagione politica di Berlusconi”, dice, prendendosi l’infastidito rimbrotto di Alfano (“Nessuno interferisca”).

Berlusconi2Allora, come l’abbiamo raccontato, stamattina? La libreria alle spalle era bianca e non rossa (o viceversa, non ricordo), non c’era più un soprammobile di travertino, la luce era smarmellata, dice il mio amico Paolini (il solo che ne capisce). E le foto di famiglia, e il doppiopetto di sempre, solo qualche taglia più grande, e i capelli alla Mao Tse Tung. Fino alla conclusiva, geniale intuizione di tutti. E’ invecchiato. Di ben 20 anni. Soprattutto se paragonato al video di 20 anni fa.