Carditello“Capo, abbiamo preso la Prefettura di Milano!”. “Bene, e ora che ve ne fate?”. La fulminante risposta di Togliatti all’entusiasta Pajetta andrebbe ricordata a Gian Antonio Stella, che sul Corriere di stamattina dedica un panegirico all’acquisto della reggia di Carditello da parte dello Stato, nella persona del ministro Bray.

Bene. E ora che lo Stato ha comprato per due soldi la reggia cadente, dopo molte aste andate deserte, che cosa ne farà?

imgresQuale debba essere il destino di un’area, un monumento, un palazzo, una preesistenza importante – diciamo – di una città, è questione legata a due fattori fondamentali: all’idea di città che hai (tu amministratore, intendo) e alle risorse a disposizione. Le questioni non sono scindibili.

Perché puoi immaginare di utilizzare Palazzo Fuga (oppure, parlando di Napoli, altre mille importanti preesistenze) per funzioni diverse, e anche ragionevoli. Ma prima di tutto devi fare i conti con i soldi necessari per rendere il bene funzionale all’obiettivo che ti sei dato, e devi pensare al dopo. Come si gestirà quel bene? Con quali soldi? Per quanto tempo? Mentre si appronta un piano per il restauro del bene, parallelamente qualcuno sta pensando ad un business plan per il suo utilizzo a regime? Anche affinché – almeno in una certa misura – il bene produca soldi, oltre che divorarne?