Disinformazia

Con Francesco Nicodemo condivido almeno due passioni: i Radiohead e la Roma. Quanto alle altre che lui dichiara nel suo autoprofilo (la politica e la comunicazione), una mi ha coinvolto molto in passato, l’altra mi dà da vivere oggi. Per queste buone ragioni frequento Francesco, mi è simpatico da quando lo conosco, e soprattutto lo apprezzo: ogni volta che ci discuto – e capita spesso – non mi si para mai davanti un ottuso burocrate di partito o il classico comunicatore tutto chiacchiere e distintivi, ma un giovane (ancora? Ma sì, è del ’78) informato, vivace e colto. Merce piuttosto rara.

Ora Nicodemo ha scritto un libro (Disinformazia, Marsilio), e io non nascondo di averlo avvicinato con sospetto: inutilissimi manuali sulla comunicazione si sprecano, e non parliamo dei breviari parrocchiali scritti dai politici (tra qualche giorno vedremo il prossimo, così lungamente atteso…). Poi l’ho letto con crescente attenzione, e ho piacevolmente scoperto che: a) è ben scritto, con linguaggio piano e scorrevole, mai banale; b) ha ottimi riferimenti bibliografici, non appiccicati per stupire (come spesso accade), ma usati sempre in modo appropriato; c) contiene una disanima ricchissima delle mille tematiche e querelles teoriche che popolano il mondo della comunicazione, e quello – ancor più tormentato e accidentato – della cosiddetta comunicazione politica; d) è una preziosa miniera di esperienze e informazioni utili per chi voglia misurarsi con l’universo della comunicazione in rete, a partire dalle storie concrete che racconta e dalle esperienze dei leader che – generalmente – c’hanno sbattuto contro, prima o poi.

Infine Francesco ricostruisce – con malcelato orgoglio – anche  la sua storia effettiva di comunicatore del primo Pd renziano, indicando in conclusione un’ambiziosa strada da percorrere per ridare alla politica la funzione che ha indubbiamente perso. Qui il racconto si fa, ai miei occhi, più problematico e incerto, ma anche più avvincente. Perché inevitabilmente ci conduce nei territori delle  possibili soluzioni ai problemi, dei percorsi da inventarsi, e anche dei molti errori commessi. Ma di questo non vi parlo qui, cari e affezionati lettori di questo blog. Lo farò domani mercoledì 5 luglio, presentando il libro a Roma, insieme ad altri amici (ore 18.30, al Centro scout, in viale delle Province). Poi magari torneremo sul tema.