La camicia grigiolina

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Mai sentito un discorso di Matteo Renzi così deludente. Concetti già sentiti, ripetuti anche piuttosto stancamente. Assenza di nuovi linguaggi e nuove parole: ovvia conseguenza di un nuovo pensiero che manca. Fortissima, banale enfatizzazione delle prossime scadenze organizzative. Rinvio del confronto interno. Polemiche di maniera con gli avversari, come la proposta del Mattarellum. Le elezioni? Chissà quando.

Forse per questo sento una certa onestà nel discorso di Renzi e negli interventi in assemblea (insopportabili solo le decine di citazioni di tutti: andrebbero vietate con l’intervento delle forze dell’ordine). La botta è stata forte, non sappiamo come venire fuori dal ginepraio politico-istituzionale (atteggiamento verso il governo, nuova legge elettorale, data delle elezioni), siamo qui con le nostre incertezze e una navigazione a vista che è nelle cose. Non è il caso di dividerci più dello stretto necessario, al punto che ci diciamo anche delle parole buone (ipocrisia comprensibile, nelle condizioni date).

Questo profilo scialbo come la camicia grigiolina che indossa, può essere il segno di una nuova consapevolezza di Renzi, e l’avvio della sua maturazione. Il modo migliore, al momento, per massaggiare il suo ego ferito.