L’agitprop/2. La riforma è pasticciata?

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Veniamo a un punto che mi fa impazzire. Non ricordo chi abbia detto per primo “la riforma è pasticciata” (forse uno che ho conosciuto bene e frequentato, ma non vorrei sbagliare…). Fatto sta che se cliccate l’espressione su Google – da Quagliariello a Pasquino, da Civati a Carfagna a Fedriga, Panzeri, Parisi (Stefano), Gotor, Taverna, Ingroia, Speranza, Craxi (Stefania), De Mita, Berlusconi, Brunetta, Fitto, Salvini, Imposimato, Calderoli, Meloni, Landini, Schifani, Pace, De Siervo e l’altro ieri Camilleri – tutti, ma proprio tutti usano questa formula (e non so quanti abbiano letto la riforma). Quindi, da comunicatore, rendo onore a chi l’ha inventata. Da sostenitore del Sì, credo che dobbiamo fermamente contestarla. Naturalmente con intelligenza.

Ci sono due ovvietà che non varrebbe neppure la pena ricordare. Per definizione, una riforma costituzionale (per i passaggi parlamentari che richiede, i necessari accordi tra le forze in campo) è un compromesso tra punti di vista diversi. Così è stato anche nel nostro caso: come è noto, il testo Boschi è stato più volte votato anche da Berlusconi, Monti e Bersani, che ora dicono “è divisivo”. In secondo luogo una riforma, per valutarla, va attuata: parlarne astrattamente lascia il tempo che trova. Vi sono norme da sperimentare, istituzioni da creare ex-novo, l’intera riforma si deve incastonare nell’impianto complessivo del sistema.

Quindi si può certamente dire che la riforma è “un compromesso” e che “va messa alla prova“; non sono concessioni al nostro mitologico interlocutore critico, rappresentano la verità dei fatti. Viceversa, “la riforma è  pasticciata” è un giudizio preventivo e preconcetto. E’ un bias, “una distorsione della valutazione causata da un pregiudizio”, da smontare con calma, pezzo dopo pezzo. Innanzitutto studiando il DDL Boschi (mi dispiace, amici, una campagna elettorale non è una passeggiata di salute) e difendendolo nel suo insieme.

Qualche settimana fa, in un dibattito a Milano, mi colpì un’espressione di Lisa Noja, bravissima e scrupolosa avvocata, che descrisse la riforma come “rotonda”, (altro che pasticciata). Cioè coerente al suo interno e con i 4 obiettivi generali che si dà. Che sono:

  • Restituire un senso al bicameralismo, coerente con la funzione storica che ha in tutti gli altri paesi occidentali;
  • Ridare al Parlamento la pienezza del suo ruolo di legislatore, accrescendo l’accountability degli eletti e del Governo;
  • Valorizzare i territori stabilendone competenze precise, omogenee alle loro funzioni.
  • Dare stabilità al Governo, accrescendo gli strumenti partecipativi per combattere l’antipolitica e l’estraneità dei cittadini ai processi decisionali.

Una sintesi che trovai e trovo efficacissima. Al punto che domani ruberò a Lisa l’intero suo pensiero sulla riforma e ve lo posterò. Dovrete impararlo a memoria per rispondere a tutti i Mastri Pasticcieri che si presenteranno sulla vostra strada.