Gli umori del nonno

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Il nonno staziona con Tommaso in una libreria del centro storico, dove una simpatica fanciulla legge favole ad un gruppo di bambini. Per quanto innamorato perso del nipotino e molto preso dalla funzione pedagogica da assolvere, non può evitare la conta mentale che, di questi tempi, fa in qualunque luogo si ritrovi: voteranno Sì o No i presenti? (Sì, il nonno ha una malattia grave, ma è inutile che glielo ricordiate…).

Avvia l’indagine con un certo pessimismo. Gli stereotipi mediatici dicono che nel consesso il Sì non dovrebbe andare granché: età media 35-45, in parecchi hanno un’arietta vagamente alternativa, qualche papà ha il volto imbronciato e assente, qualche mamma è fin troppo partecipe, e si inorgoglisce ad ogni cenno di attiva partecipazione del suo pargolo. In generale il nonno se li figura sommamente disinteressati alla riconfigurazione della disciplina normativa nel rapporto tra Stato e Regioni, con relativo superamento della materia concorrente. Infatti, concluso il silenzioso e circospetto poll, il risultato è impietoso: su 14 presenti, attribuisce 2-3 voti al Sì, 4-5 al No. La maggioranza a votare non ci andrà proprio, pensa (per fortuna, aggiunge).

Poi succede che, finita la mezz’ora di tormenti letterari,  andando via, il nonno ascolta uno scambio di battute tra due dei genitori che aveva etichettato e bollato come noisti. “Ma tu vai a votare per il referendum?”, fa il primo. “Sì, e che vuo’ fa’ turna’ a D’Alema?”, risponde quello che nel casting immaginario gli pareva il più truce di tutti; nelle sue fantasie malate se lo era figurato bene a urlare in un corteo antiRenzi. Così prende per mano Tommaso, e se ne torna a casa sollevato.

Ma a via Toledo è sua moglie a rovinare tutto. “Ha chiamato Xxxxxxxxx, sai che mi ha detto? Che Xxxxxx Xxxx – hai capito chi è? – vota No…”. “Ma come è possibile, Xxxx? Quello è uno che dice sempre che bisogna cambiare tutto, che ci vuole aria nuova, etc…”. “Proprio lui, e sai che ha detto a Xxxxxxxxx? Che lui oggi fa il compleanno, ma non lo festeggia. Spegnerà le candeline il 5 dicembre, celebrando la vittoria del No”. E giù imprecazioni della moglie, che in famiglia è quella che combatte davvero.

Così al nonno passa il pizzico di buonumore che gli aveva provocato il truce per il Sì e maledice il frescone che ha deciso di votare No. Sarà così fino al 4 dicembre, si dice: che stress! Poi se ne va a giocare con Tommaso e Andrea, che a votare non ci andranno per altri motivi. Tempo dieci minuti, e il buonumore torna.