Leopolda/1. L’aria che tira

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L’anno scorso non mi era piaciuta, la Leopolda. Un’aria da congresso di partito, rituali stanchi, un bel po’ di sottobosco paragovernativo a caccia di visibilità. Pareva un organismo giovane e già un po’ imbolsito: si percepiva il logorio di un governo sotto attacco, le difficoltà di una narrazione sospesa tra le grandi aspettative e la fatica delle realizzazioni. Pensai che non ci sarei tornato. Anzi dissi che bisognava sbaraccarla sta Leopolda, a meno che non cambiasse alle radici il format.

Poi, come sempre avviene, è intervenuta la realtà ad occuparsi di format (altro che comunicatori, esperti e guru), e l’appuntamento ha ripreso vita. Quest’anno è un’altra musica. Sarà che il programma si annuncia meno ingessato. Sarà che il sottobosco tende a defilarsi prudente in attesa degli eventi, e se ne vede poco. Sarà che il governo è talmente sotto attacco che chi lo difende si è deciso a sguainare le spade. Sarà, soprattutto, che è in arrivo il giorno del giudizio. Fatto sta che l’arietta che si respira è preoccupata ma compatta, e discretamente eccitata dall’avvicinarsi della prova della vita, il 4 dicembre. La voglia di darsi da fare si sente, si sprecano vigorose pacche sulle spalle, ci si scambia informazioni sui rispettivi territori: racconti di sondaggi volanti e da bar, ipotetici o farlocchi, resoconti di incontri con scettici e dubbiosi che servono a scaldare i cuori.

Insomma quest’anno funziona. L’organismo è vivo e lotta insieme a noi perché c’è una battaglia da combattere. E’ il senso della Leopolda, la sua natura: avere obiettivi visibili, chiamare mobilitazioni, toccare corde profonde. Altrimenti meglio stare a casa. Il termometro è mia moglie, che l’anno scorso non c’era venuta, stavolta sì. Sente come un dovere civile la battaglia del referendum, è impegnata come non accadeva da anni, e sa che il motore primo è dentro questa vecchia stazione ferroviaria. Ieri sera ascoltava il dibattito attenta e partecipe come solo le donne sanno fare, mentre io – as usually – facevo il buffone in giro prima della parentesi seria di oggi, quando discuterò al tavolo dell’energia di SEN e titolo V, di G7 dell’energia e di COP22. E forse ora è il caso che mi prepari un po’ per evitare brutte figure. Buona giornata.