Mahler e la grande stanchezza

schermata-2016-10-27-alle-12-24-53

Le campagne elettorali hanno un andamento – come dire – musicale (così tendo a leggere il loro storytelling). Possono essere delle brevi e ritmate canzoni, con ritornelli e strofe che si alternano fino al crescendo finale. Spesso hanno un andamento rapsodico, senza schemi fissi, con molte variazioni e improvvisazioni. Questa che viviamo, a fare il gioco del “cosa sarebbe se”, somiglia senza dubbio ad una sinfonia. Dilatata, complessa, con molti e diversi movimenti, alternanze di temi, sfumature e sensazioni. Mi viene in mente la più lunga mai scritta, la Terza di Mahler, con il suo sterminato primo tempo, che dura più di mezz’ora, ed è solo una sorta di grande introduzione agli altri cinque tempi, nei quali la sinfonia entra nel vivo, fino a concludersi con questo meraviglioso, commovente adagio.

Ecco, non voglio scoraggiarvi, ma noi ci stiamo avviando ora verso la fine del primo tempo della sinfonia/campagna. Che entrerà nel vivo, grosso modo, dopo il prossimo fine settimana. Quando gli eserciti in campo metteranno a punto gli ultimi piani di battaglia, i calendari avranno una loro scansione più definita, e anche gli italiani veri cominceranno a ritagliarsi un piccolo spazio della loro attenzione da dedicare all’appuntamento.

Noi – che italiani veri non siamo, perché siamo militanti, osservatori, tifosi, addetti ai lavori – siamo già stanchi, diciamo la verità. Logorati da polemiche sfiancanti, trollati nella rete a prevalenza webete, persi nei meandri degli azzeccagarbugli costituzionali. E scossi dai terremoti che non si fermano, dai problemi reali, dalla difficile vita quotidiana. Ora rischiamo di ritrovarci muti, di perdere la parola proprio mentre gli altri, quelli normali, cominciano a volerne sapere qualcosa, di questo benedetto referendum.

E allora fate questo esercizio, oggi che è festa e avete un po’ di tempo in più. Godetevi l’Adagio conclusivo della Terza, che nelle intenzioni di Mahler rappresenta qualcosa come la nascita della vita. Immaginate che sia la mattina del 5 dicembre, che questa maratona sia finita. E che l’abbiate pure vinta. Il modo migliore per ricaricare le batterie.

PS. La proposta di ascolto vale per tutti, comunque la pensiate. Per dire, l’Adagio della Terza può far bene anche a quella senatrice che polemizza sulle magnitudo…