Il rutto di Andrea Cioffi

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schermata-2016-10-26-alle-23-16-21Da ieri sera molti si indignano e crocifiggono il senatore del M5S autore del misero tweet che vedete qui a fianco. Non partecipo al rito perché non mi piacciono le crociate, ma anche perché, al momento, non mi aspetto niente di meglio dal movimento. Non ho grandi frequentazioni grilline, non conosco questo Cioffi, e qui non si discutono le caratteristiche delle persone: è che la sua uscita è strettamente legata ad un modo di essere strutturale, e attualmente irriformabile, del M5S.

La questione è semplice: se il pubblico di riferimento, la costituency dei grillini è fatta di webeti e Napalm51 (il geniale personaggio creato da Crozza), le battute o i concetti da usare sono quelli di Cioffi. Li puoi ovattare e burocratizzare (nella versione Di Maio) o enfatizzare piagnucolando (linea Di Battista), ma quelli sono. E infatti di casi Cioffi, cioè di volgarità gaffes e catastrofiche minchiate, sono piene le cronache grilline in rete.

C’è un’alternativa possibile? Sì, solo se i grillini decidono di crescere, di maturare politicamente (quello che sono costretti a fare i sindaci). Ma, se crescono, il loro pubblico va altrove, la loro costituency prende altre strade. E quindi? Quindi niente: il destino dei populisti è questo, sempre e dovunque. O crescono e cambiano. O finiscono nel buco nero della suburra della rete.

Nella società postpolitica e postverità, partiti (tutti, sia chiaro: compreso e a partire dal Pd) e media possono ritrovare un ruolo solo se stanno uno o più passi avanti alla gggente, se promuovono crescita civile e culturale senza appiattirsi su luoghi comuni e sentimenti di pancia, se maturano il coraggio di posizioni controcorrente.

A questo possono servire i giorni che ci separano dal voto referendario. C’è ancora tempo per far prevalere una grande e pacata campagna di educazione civica sui temi che contano, silenziando il rumore di fondo dei rutti à la Cioffi.