Ma basta

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Ma anche basta, D’Alema, ché sono tutte cose viste e riviste mille volte le sdegnate smentite per le “false ricostruzioni”, le volgari allusioni sui “mandanti”, i “il Presidente è quasi sempre all’estero” e “non si occupa di campagna elettorale”. E trova finalmente, alla tua non più tenera età, una dimensione che renda giustizia prima di tutto a te stesso. Combatti pure Renzi, nessuno te lo nega. Lo vuoi far cadere, e ci sta che ti serva di ogni arma a disposizione, compresa una bella sconfitta elettorale domenica prossima, per realizzare l’obiettivo. Non hai nessunissima voglia di batterti per il sì al referendum di ottobre, e anche questo si può capire: non ci sei riuscito tu a fare le riforme, perché dovrebbe riuscirci sto ragazzino presuntuoso.

oInsomma, fai pure – continua a fare – quello che meglio ritieni per affondare la barca e il suo momentaneo capitano. Una sola cosa dovresti evitare: negare di fronte all’evidenza come un ragazzino. Anche le pietre di Roma – non i tuoi compagni di partito o i maledetti giornalisti – sanno e dicono che, da mesi e mesi, non fai altro che mettere su piani di battaglia, cercare alleanze, costruire strategie: basta che uno ti incontri per strada, neppure il tempo di un saluto che gli spiattelli in faccia il disprezzo che nutri per il mostricciatolo di Firenze, e descrivi tutti i modi possibili per farlo fuori al più presto. D’altronde, da sempre, se uno ti sta sui coglioni si vede lontano un migli0 e subito: non sei capace di dissimulare, e questo è uno degli aspetti che in passato hanno fatto di te una novità interessante, nel mieloso panorama politico italiano.

Non ridurti ora ad una caricatura triste di te stesso. Non trasformare la tua cazzuta antipatia in rancore sordo. Combatti il mostro apertamente. Non nasconderti, contati. Perderai, non dubitare, ma con dignità.