Endorsement napoletano

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L’indispensabile premessa è che non voto ormai da molti anni (l’ho fatto solo alle europee del 2014. Con grande convinzione, il prossimo ottobre andrò a votare sì. Per il futuro si vedrà). Al di là delle più bolse retoriche, penso che valga la pena votare solo se l’offerta politica è convincente ed effettivamente condivisibile. In caso contrario si resta a casa, niente di male: la democrazia sopravvive tranquillamente alle basse percentuali di elettori; è nelle dittature che vota il 99% dei cittadini. In aggiunta alla premessa, anche volendo, il prossimo 5 giugno non posso votare nella mia città perché residente altrove. Insomma, sono nella condizione ideale per astrarmi da una competizione amministrativa che – come dire – non genera certo entusiasmi.

Poi oggi mi sono imbattuto in un sito, Openpolis, che sta facendo un giochino divertente e non privo di senso. Invece di occuparsi delle fesserie di cui sono pieni i giornali e su cui si dilaniano gli stupidi tifosi della rete (polemiche incresciose, candidati discutibili, volgarità varie), i ragazzi di Openpolis si sono presi la briga di studiare i programmi dei candidati ed hanno costruito un questionario per valutare la vicinanza a questo o a quello. Ho risposto al questionario – molto ben fatto, articolato e strutturato sui concreti programmi elettorali – e mi sono scoperto vicino a Valeria Valente. Tutto sommato non mi è dispiaciuto perché, al netto di mille considerazioni da fare sul Pd napoletano, sul suo personale politico, sulla campagna elettorale e sulle vicende che l’hanno preceduta, se avessi da spendere un voto a Napoli, finirei per spenderlo a favore di Valeria.

A Napoli tutti sono contro di lei. Come è normale, le sono contro gli avversari: De Magistris, che – a mio avviso – in questi anni ha governato male la città, e  Lettieri, che combatte con generosità l’attuale sindaco, ma non ha una classe dirigente in grado di avvicendarlo. Essendo poi una ragazza discreta, tenace e seria, Valeria non genera facili entusiasmi: è trattata con sufficienza dalla servile stampa cittadina, e dall’orribile borghesia (si fa per dire) napoletana, supponente e parassitaria. Infine, non le vuole certo bene il suo partito, il cui principale, vecchio e un po’ inacidito leader non ha ancora detto se il 5 giugno voterà il PD oppure no.

Magari perderà le elezioni, la Valente. Certo il mio endorsement non l’aiuterà, essendo inutile, visto che non voto a Napoli, e forse dannoso, perché non è che io sia simpatico a tanti. Glielo regalo lo stesso, e me ne vado a cinema a vedere Virzì. Buona serata.