I banchetti

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Che si tratti di banchetti o gazebi, saranno inutili, tristi e fuori tempo. Il prossimo weekend gli italiani saranno tutti impegnati a fare alberi di Natale e presepi, e metteranno il naso fuori casa solo per dedicarsi al primo shopping delle festività. Non avranno né tempo né voglia per fermarsi a discutere con militanti e dirigenti Pd impegnati nella campagna “Italia coraggio”. Li guarderanno con aria stranita, raccoglieranno distratti volantini e dépliants, resteranno saldamente ancorati alle loro idee. Sul Pd, sul governo e su Renzi.

Non si fa così comunicazione, Matteo, e tu lo sai. Non si fa mai comunicazione per ricordare al prossimo le buone cose realizzate (questa si chiama propaganda: andava bene nel secolo scorso, e neppure).  Le cose fatte le devi considerare in cavalleria, ognuno le ha già archiviate a modo suo. Se sabato e domenica tornerete a parlare ai cittadini di riforme istituzionali, jobs act e buona scuola, i più vi diranno: “Ma non le avete già fatte queste cose?” e passeranno oltre. A fermarsi, invece, saranno gli scontenti e gli incazzati, che vi chiederanno: “Ma perché non ci avete coinvolti prima?”. Con il risultato che banchetti e gazebi diventeranno semplicemente la messa in piazza del solito, angosciante dibattito interno. E giornali e Tv andranno in cerca dei militanti delusi e incazzati, sempre pronti quando in giro ci sono taccuini e telecamere.

Non che non si possano mettere su in assoluto, banchetti e gazebi. Solo che bisogna farli al momento giusto. Potevi spiegare, ad esempio, la buona scuola, ma prima di approvarla. Allora avresti sviluppato un racconto vero, avresti messo il Pd al centro della scena, avresti imposto ai tuoi militanti di cacciare i coglioni – se ancora ne hanno una parvenza – per difendere le tue difficili scelte. E qualche bel confronto aspro con i conservatori e gli estremisti, finanche con annessa (piccola) scazzottata, avrebbe – quello sì – fatto bene al Pd. Dovevi farli, banchetti e gazebi, per  far capire la sfida del jobs act, e quella della riforma della PA. Dovrai farli quando, finalmente, ti convincerai a fare una vera spending review, e le resistenze delle corporazioni italiane da mute e sorde diventeranno furenti.

Insomma, Matteo, dello stanco partito che nel prossimo weekend reciterà la periodica pièce: “Non è vero che siamo in crisi”, senza esporsi, senza dare battaglia, senza mostrarsi come carne viva del paese, non c’è nessun bisogno. E’ un peso per te – e questo è noto – e sabato e domenica sarà un fastidio per i cittadini sciamanti (quasi) felici nelle vie del Belpaese.