“Chi si prende la bionda?”. Nessuno.

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Qui non si parla di politica. Non si entra nel merito della riforma del Senato. Tantomeno si parla della simpatia che nutrite per Renzi o per Bersani, o del prossimo risultato elettorale del Pd. Si parla in senso stretto di comunicazione.

Potete chiamarle dinamiche dominanti, come fa John Nash, richiamare il dilemma del prigioniero di Tucker o il marketing vincente delle strategie win-win. Fatto sta che Renzi e Bersani stanno applicando alla lettera questi principi. Dall’accordo usciranno entrambi vittoriosi presso le rispettive constituencies. Più ristretta e dagli obiettivi meno ambiziosi è la constituency di Bersani, che deve salvare la sua faccia e il culo di un po’ di membri della minoranza che aspirano a qualche posto. Più di respiro l’obiettivo di Renzi, che vuole portare in dono all’Italia lo scalpo del bicameralismo perfetto.

Ma la sostanza non cambia. Hanno fatto i loro calcoli. Al momento sono convenienti per entrambi. Il gioco del “chi ha vinto”, che terrà banco per qualche ora, è un gioco fesso.

E sulla bionda non fate battute stupide, è nella scena del film. Alla fine resta sola, ma non c’è da preoccuparsi. Lei vola alto, come potete leggere stamattina.