Dalla bandana alla tuta

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Ieri mattina il sindaco di Napoli ha dato una frizzante intervista a Metropolis, annunciando (non scherzo, leggere per credere) la seconda rivoluzione napoletana, da far decollare in vista delle prossime amministrative (“Insieme ai grillini possiamo rivoluzionare Napoli”). Passano neppure 24 ore e la proposta viene respinta al mittente: la rivoluzione la facciamo da soli, dicono oggi al Mattino Fico, Di Maio, Nocchetti e i vari tupamaros del M5S, già in guerra tra loro su chi candidare al Comune.

Ha detto seconda, De Magistris. Perché la prima rivoluzione è in corso, ha ricordato trionfante sempre ieri. Scivolando però su un’altra buccia di banana. Domanda di Metropolis: “Sul patrimonio avete estromesso i privati (Romeo, NdR) dalla manutenzione e la vendita degli immobili, avete previsto incassi per 70 milioni, però al momento è tutto fermo”. E lui: “Ci prendiamo il merito di aver messo fuori i privati… C’è tanto da fare ma la rivoluzione fatta contribuirà a migliorare i servizi dei cittadini con l’ingresso di nuove risorse”. La cronista, stordita da tanto ardore, non replica sui 70 milioni mai visti né chiede quando si vedranno le mitiche “nuove risorse”. A mandare in soffitta la rivoluzione ci pensa dopo qualche ora un Gup, che archivia le accuse mosse dal Comune di Napoli contro Alfredo Romeo con un “non luogo a procedere” e l’immediato dissequestro di 24 milioni, tenuti sotto sigillo da oltre un anno. Mettendo – forse – la parola fine ad una persecuzione che dura da anni nei confronti di un imprenditore che fa molto bene il suo mestiere, non si lamenta e non scappa dalla città, semplicemente perché ha un difetto: non piega la testa di fronte ai potenti e ai prepotenti.

Insomma, al Comandante in Capo delle Rivoluzioni Napoletane le imprese non stanno riuscendo granché bene. A questo punto è il caso che il nostro eroe appenda la bandana al chiodo, e poi faccia una cosa: scenda le scale di Palazzo san Giacomo, si avvii verso il più vicino Foot Locker e acquisti una bella tuta da ginnastica. A scelta. Anche un modello costoso. I napoletani saranno felici di regalargliela.