Domenica sarà destra vs sinistra, as usual.

renzibelru

Potrà finire 6-1, 5-2 o 4-3, ma ancora una volta a decidere sarà – come dicono plasticamente Liguria e Campania – lo scontro tra sinistra e destra, Pd vs Forza Italia, De Luca vs Caldoro, Paita vs Toti. Altro che grillini, centristi e leghisti. A loro andrà l’aglietto delle percentuali, roba buona tuttalpiù per scaldare i cuori ai militanti.

Con tutto l’inarrestabile declino del suo leader, la destra in Italia c’è, e ci mancherebbe. Ha insediamento sociale e – grazie a Berlusconi – ha conquistato nel ventennio anche una parvenza di “ideologia”, quantomeno di coscienza di sé. Dopo le regionali avrà bisogno di tempo per rimettersi in piedi. Per un po’ dovrà sorbirsi il furbetto delle felpe, che lunedì – senza vincere niente – griderà al trionfo facendo il pieno di Tv. Ma poi, esaurita la fuffa postelettorale, si tornerà al vero, urgente ordine del giorno: accomodare – gentilmente ma fermamente – Berlusconi fuori dalla porta, e trovare una leadership in grado – in tempi medio-lunghi – di contrastare il fiorentino.

Mentre quello che da domenica non ci sarà più è il mitico tripolarismo, passato per l’Italia come un acquazzone di stagione nel 2013, e già bello che finito – almeno questo è il mio parere – a causa dell’incapacità del M5S di costruire strategie di alleanze, di selezionare personale all’altezza, insomma di fare politica. Si fosse chiamato Iglesias, Grillo avrebbe fatto dal febbraio del 2013 quello che Podemos sta facendo oggi, un minuto dopo la sua avanzata nelle municipali spagnole, mettendosi pragmaticamente in cerca di soluzioni di governo. Non fossero – lui e Casaleggio – due squinternati autocrati, avrebbero costruito sul territorio delle credibili, possibili alternative in vista dell’appuntamento del 31 maggio.

Non sarà così. A contrastare una sinistra che non si rinnova sul territorio (anche) perché non stimolata dagli avversari, sarà sempre l’acciaccatissima destra italiana. Una gara al momento non esaltante, di cui prenderemo il buono: l’esaurimento della bolla del comico genovese.