I bignamini disperati

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Stamattina gli editoriali di Corriere e Repubblica sono due scolastici suntini di storia patria, nostalgici e accidiosi, barbosi come i due barbuti autori.

L’Italia by Scalfari è in ritardo di tre secoli sugli altri stati, senza borghesia, piena di plebaglia da conquistare con la demagogia, gattopardesca, guicciardiniana e non machiavelliana, cavourriana e non mazziniana, corrotta fino al midollo.

Trasformista, paludosa, incapace di pensare se stessa (ma che vor dì?), priva di profondità e passione, familista e mafiosa, con i talk show che prendono il posto dei libri, è l’Italia di Galli della Loggia. Come quella dello Statuto, senza partiti e alternative di governo. Senza speranze.

Ma che cosa volete, tutti e due? Perché non la smettete con queste prediche? Perché non ci fate campare? Perché non provate a scendere dal vostro ego e dire qualcosa di sensato, di concreto, di positivo? Ce l’avete uno straccio di idea? E come sono ridotti i due principali quotidiani di questo paese se ci devono affliggere così in una domenica di maggio?