Il finanziamento della politica

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Ieri sera, in una bella serata romana, dibattito su “Fundraising, comunicazione politica e trasparenza”: iniziativa di Agol, associazione di giovani professionisti vivaci e attivi. Partecipazione folta, molti colleghi lobbisti e comunicatori nel pubblico. Nel panel dei relatori – coordinato da Emilia Patta del Sole 24 ore – Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd, Chicco Testa, Pierluigi Petrillo e il sottoscritto.

Si è discusso di molte cose. Del perché in Italia non si riesce a fare una legge sul lobbying: Petrillo ci sbatte la testa da anni, incontrando resistenze e ostacoli da parte di tutti i governi che si succedono. O della difficoltà delle imprese a finanziare la politica: su questo Chicco Testa ha detto parole di verità. A me è toccata – come sempre – la parte del provocatore, che – come sempre – ho assolto con piacere, dicendo le seguenti, semplici cose: scordatevi che la politica possa essere finanziata dai cittadini, almeno fino a quando non recupererà una sua credibilità su cose concrete. Perché questo accada, invece di lanciare appelli generici al finanziamento, costruite – per esempio – delle mobilitazioni fondate sul crowfunding. E non su temi secondari e periferici, ma sui problemi più attuali e scottanti. Sulla scuola, per dire. C’è un deficit di comunicazione del progetto sulla buona scuola? Media e piazze pullulano di insegnanti ignoranti e studenti Verzo? Fatevi finanziare dai cittadini una campagna di comunicazione e i risultati li vedrete. Naturalmente se la campagna la realizzerete nel giro di pochi giorni, naturalmente rendicontando tutto nella massima trasparenza. Se i cittadini vedono impiegati bene e presto i loro soldi, la fiducia può tornare.

Bonifazi, che è una persona seria, in conclusione ci ha raccontato con sobrietà gli sforzi che sta facendo per rimettere in sesto le finanze scalcagnate del Pd. Ma mi ha fatto un po’ saltare sulla sedia quando ha parlato – se ho capito bene – di una fondazione che dovrebbe tenere insieme e salvare giornali e Tv del Pd: Unità, Europa e YouDem. Il contrario di quello che per me significa finanziamento della politica.

La politica può rilegittimarsi anche (anzi molto) pescando soldi tra la gente. Perché un cittadino che investe uno, dieci o mille euro per una causa in cui crede, compie un grande atto di fiducia verso il destinatario. Ma solo se il ricevente non utilizza i soldi al solo fine di autoperpetuarsi, per pagarsi apparati, sedi, giornali. Insomma, fino a quando la principale preoccupazione della politica sarà la sopravvivenza di baracconi (ora baracchini) che non hanno più alcun rapporto con la società, non solo i cittadini non verseranno un euro per un partito, ma aumenterà il loro fastidio verso la politica in quanto tale. E questo non è bene.