Non è un capolavoro

mia madre

Le veline degli uffici stampa e le recensioni pigre dei critici non hanno aiutato Mia Madre. Vai a vederlo predisposto al capolavoro, ma non è il migliore film di Nanni Moretti. Non ha la visionarietà di Habemus Papam o la fresca semplicità di Caro Diario. E’ però un film bello e denso, cui si possono perdonare strutturali banalità di scrittura (il film nel film) e alcune scivolate (tipo l’attore americano in giro per Roma che cita registi e canta Rota), perché al fondo ha la forza della sincerità. Non potrebbe essere altrimenti, dato che Moretti non fa altro che mettere in scena la malattia e la morte vera di sua madre di qualche anno fa. Margherita Buy è bravissima, riesce finalmente ad dilatare la sua recitazione (tendenzialmente più monocorde che minimalista), fa ridere e piangere, ed è protagonista assoluta. Turturro è istrionico e autoironico. La regia è del tutto piatta: dopo Habemus Papam un passo indietro, per uno che della regia non ha mai fatto la propria cifra.