Le file di Napoli

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File chilometriche a Napoli per entrare in tribunale (e stamattina anche la rissa, tra avvocati e agenti). Che non c’erano fino al giorno della strage di Milano. Questo vuol dire che prima non c’erano controlli, e adesso sì. Quindi prima potevano accadere cose terribili, e adesso siamo protetti e sicuri. Già: ma prima chi doveva controllare, e perché non lo faceva? Sempre le stesse persone/poliziotti/agenti? E chi ha imposto adesso i controlli? Il Procuratore Generale Mastrominico, pare: ma – a meno che non ne sia stato nominato uno nuovo nel week end – non è lo stesso magistrato che prima faceva finta di niente?

Domande fastidiose e inutili, nel paese di Pulcinella. Perché ora – per tutti: magistrati, media e dintorni – i problemi sono altri: “C’è un solo varco”; “C’è poco personale”. “Vergogna, fateci lavorare (sic)!”, pare sia stato lo slogan preferito dagli stakanovisti del foro di Napoli: avvocati, assistenti, praticanti, testimoni, clienti, giornalisti, che chiedono a gran voce l’esonero dai controlli. Mancano all’appello i camorristi, che non vogliono trattamenti di favore.