Occupati, disoccupati, inattivi (e incapaci)

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Anche mio nipote di due anni sa che, in un paese come l’Italia dove da anni e anni il lavoro è una chimera, una parte dei disoccupati è ormai uscita dalle statistiche, è andata a riempire la casella degli “inattivi”. Gente che ha rinunciato a cercare lavoro. Se questa gente torna sul mercato del lavoro, si trasforma in “disoccupata”, cioè aspira a trovare un lavoro. Evidentemente perché comincia ad essere disponibile più lavoro. E’ un passo avanti. Ed è quello che sta succedendo in Italia, dove aumentano gli occupati, e per questo parallelamente cresce il numero di persone che vanno in cerca di lavoro. Semplice, mi pare. Non per i titolisti di Repubblica, evidentemente incapaci di fare questo nobile mestiere.

ps. Prevengo la domanda. Perché allora in Germania in queste stesse ore, si diffondono dati sulla disoccupazione che diminuisce? Perché lì il mercato del lavoro funziona e i cosiddetti “inattivi” (quasi) non esistono.