La Repubblica del selfie

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Marco Damilano – La Repubblica del selfiedamilanoL’ho letto, e per dimostrarlo mi sono fatto un selfie. (In realtà l’ho letto in ebook, il preistorico cartaceo l’ho preso in prestito da una nostra collaboratrice, sua fan). Come sempre, Damilano è informato, scrive bene e dà un senso, una direzione alle cose che racconta, non si limita a metterle in fila. Così le tre stagioni italiane che fissa – dall’alba della Repubblica dei nobili padri costituenti all’era nuova dell’ultimo figlio degenere, passando per l’orrida meglio gioventù di cui siamo ahinoi parte – sono ben scelte e descritte. Anche se rimandano l’idea che, in fondo, la storia della Repubblica sia una e una sola. Selfie o non selfie. Le rotture appar(isc)enti, i finti regime change, le presunte abissali differenze tra ieri e oggi (ah, signora mia) sbandierate dagli apocalittici, nel racconto si stemperano, si annullano, e di conseguenza anche le nostalgie, condensato di tutti i mali contemporanei. Dei protagonisti, passati e presenti, scopriamo tic e difetti, e in tutti riconosciamo i caratteri propri degli uomini politici di ogni epoca: ambizioni, manovrismi, narcisismi, relativo disinteresse per gli interessi generali. Una lettura gradevole e un approccio giusto, insomma. A trovargli un difetto – che poi non so se, o per chi, lo è – è che il nostro tende un po’ a vespeggiare. Evita questo rischio per il futuro, Marco. Il prossimo libro scrivilo tra un po’. Niente fretta.