Intervista a “il Mattino”, 21/3/14

Oggi Gerardo Ausiello mi ha intervistato su “il Mattino”. 

 

«Non ricordo una sola inchiesta della magistratura napoletana nei confronti dei politici che si sia rivelata efficace o abbia avuto successo. La Procura ha solo collezionato una lunga serie di fallimenti. Purtroppo, però, nessun pm ha pagato o pagherà mai per questo». È durissimo il giudizio di Claudio Velardi sulla magistratura che, tuona l’editore ed esperto di comunicazione, «è la casta più forte tra tutte quelle esistenti in Italia».

Sembra di sentir parlare Berlusconi…
«Sul tema della giustizia Berlusconi ha ragione. Il problema è che in vent’anni non è stato in grado di approvare uno straccio di riforma. Ora tocca a Renzi, che ha ben chiara la situazione ma che pure rischia di subire lo stesso destino dell’ex premier. A Firenze, infatti, i pm stanno già cercando di scoprire se una volta è passato con il rosso…».
Perché la magistratura sarebbe intoccabile?
«I pm, che avviano indagini sui politici solo per apparire, possono agire con un tale grado di impunità perché hanno stretto un’alleanza con il mondo dei media. I giornalisti si procurano, in maniera illegale e illegittima, atti e notizie che vengono loro forniti, in maniera illegale e illegittima, nella stragrande maggioranza dei casi dalle Procure e solo in minima parte dagli avvocati. Ebbene questo sistema, come una morsa, sta stritolando i politici».
Non mi dirà ora che sono tutti martiri.
«L’azione della politica è spesso fallimentare e per questo amministratori, parlamentari e ministri non sono simpatici ai cittadini. Questo vale in particolare a Napoli, dove la situazione è disastrosa. Ma non è giusto che, quando si apre un’inchiesta, a pagare siano solo i politici, che vengono sbattuti in prima pagina. Che poi vengano quasi tutti assolti o prosciolti non interessa a nessuno».
Eppure una parte dell’opinione pubblica ritiene che la magistratura debba colmare il vuoto della politica. Lei cosa ne pensa?
«Io, invece, da liberale resto convinto che a colpire le inadempienze e gli errori della politica debba essere la politica stessa, di certo non la magistratura. Altrimenti si rischia di tornare ai tempi del fascismo».
E se la politica non ce la fa?
«Saranno i cittadini a giudicarla. Ma mi auguro che la politica riesca a reagire iniziando con l’abolire tutte quelle leggi fatte su misura dalle caste per costruirsi le loro gabbie di protezione. Leggi inutili, che oggi hanno creato un cortocircuito a causa del quale è impossibile governare».
Da Caldoro a de Magistris: a Napoli nel mirino sono finiti i vertici delle istituzioni locali.
«Il mio ragionamento vale per tutti, compreso de Magistris, che per me è il peggior sindaco che Napoli abbia mai avuto. Ma anche lui, che è stato un pubblico ministero, non può essere sconfitto dai magistrati. Lo stesso discorso vale per Caldoro, che non è di certo un brillante governatore sebbene abbia ereditato dal passato un sacco di guai».
Il presidente della Regione, come il primo cittadino, ha reagito lasciando intendere di essere anche pronto a farsi da parte. Deve ricandidarsi o passare la mano?
«Caldoro ha alzato il tiro perché probabilmente teme che, da quel covo di serpi che è Napoli, possano partire altre incursioni giudiziarie. La ricandidatura? La sua è stata una gestione grigia, ma qualcosa di buono la sta facendo».
Lei ha seguito da vicino il sindaco De Luca quando nel 2010 si candidò alla Regione. Ha qualche chance di spuntarla ricandidandosi oppure sarebbe una minestra riscaldata?
«Sarebbe un grave errore. De Luca ha sbagliato tutto a causa del suo provincialismo. Dopo aver perso alle Regionali avrebbe dovuto tentare la scalata al Comune di Napoli mentre ha scelto di tornare a Salerno. Ora dovrà fare i conti con il suo declino politico e non sarà facile per lui. Bassolino invece, che pure ha subito un brutto tracollo, sta gestendo con grande intelligenza questa difficile e delicata fase della sua vita».