Hic Rhodus, Matteuccio

1-img429987Dalle prossime ore, ogni persona libera (libera) avrà modo di giudicare Matteo Renzi nel pieno esercizio delle sue funzioni, in quanto dominus della politica italiana, capo del principale partito nazionale e del governo del paese. Personalmente (per quello che conta, cioè zero) mi divertirò a giudicarlo con severità. Anzi, con grande severità. Perché gli esami cui ci sottoponiamo nella vita sono sempre commisurati ai contesti in cui si agisce, ma anche alle ambizioni che ognuno di noi manifesta ed alle aspettative che genera. E quindi, se hai grandi obiettivi e crei molte speranze – tanto più nella condizione depressa nella quale vegeta l’Italia – devi sapere che poi sarai giudicato con tanta, ma tanta severità.

E’ il tuo caso, Matteuccio. Per ora hai giocato duro e hai vinto un’azzeccatissima blitzkrieg. Oggi hai parlato di rischio, di uscita dalla palude e di cambiamento radicale. Da domani le parole non basteranno più. Ti vedremo all’opera e giudicheremo.

Tutto questo da domani, o meglio da quando si formerà il nuovo governo (e conterà anche come sarà fatto, con quali persone e in che tempi). Se però stiamo all’oggi, bisogna dire un’unica cosa. In due mesi sei riuscito ad impadronirti dell’Italia. Sarà perché il sistema è senza difese, il paese è devitalizzato, il ceto politico screditato, e tutto il resto. Ma anche perché evidentemente hai stoffa da vendere. Solo le persone non libere, gli astiosi, i malati di ideologia, gli eterni scettici blu, gli stanchi dentro, i poveri di spirito, solo loro possono negarlo.