Un vecchio diario (20)

Giorni stanchi, successivamente. Me ne vado  a  Capri  il fine  settimana. Mannheimer  ci  dice  che i  dati  sono  non  buoni, ma ottimi (i Ds al 23%, l’Asino all’8). lo dubito. Sul Quirinale avanza la Jervolino, con Veltroni che si muove bene per tenere insieme la maggioranza. Sulla guerra, qualcosa si muove. L’Opa  Telecom  procede  senza  impennate,  ma  la situazione di Bernabé non sembra brillante. Parlo con Galateri venerdì e gliene dico quattro.  A  Sorgi farà  capire  che gli faccio un po’ paura.

Nasce e muore subito l’operazione “Lombardi”. Alla Difesa studiano un piano  per  abbattere  i  barchini  clandestini  che vanno e vengono per l’Adriatico. D’Alema approva entusiasticamente. Minniti boccia. Ci metteremmo in lite con la Macedonia , nostra  alleata!

Martedì 4 maggio. Parte l’operazione umanitaria per i profughi del Kosovo in Macedonia. In 10000 verranno a Comiso, luogo-simbolo. Approntiamo la macchina comunicativa nella quale ormai siamo esperti. Milosevic chiama Dini e si dice disposto a darci Rugova. Pare che arriverà domani, mercoledì. D’Alema vuole Ruggiero all’Eni. Va alla Camera e elimina l’ostruzionismo del Polo sulle deleghe. Sembra Superman.

Mercoledì 5 maggio. Rugova alle 15.45 (grosso modo) è partito e sta volando da noi. Minniti lo andrà a prendere con Cascella ed una troupe televisiva, poi D’Alema lo sequestrerà a villa Madama, dove soggiornerà con la famiglia. Anzi lo sequestrerà a villa Doria Pamphili, perché Rugova si porta 11 persone e a villa Madama non c’entrano. Naturalmente a colazione si sprecano le ironie sugli albanesi…

Abbiamo preso Rugova. Grande colpo. Non so a cosa servirà, ma per la propaganda va benissimo. L’incontro  con Agnelli non va granché. Mi chiama Draghi: chiede di vedermi. Perché ora? È in difficoltà, altrimenti  non  l ‘avrebbe fatto. D’Alema è preoccupato perché l’Opa non decolla ancora. Ci dicono che solo negli ultimi giorni andrà a buon fine. Cosa sulla quale tutti giurano. Agnelli dice che se ne andrà se l ‘Opa passerà. Lo fa in maniera molto scorretta. (20. continua)