Un vecchio diario (19)

Giovedì sera. La Nato ha ammesso le sue responsabilità nella strage del giorno prima che ha ucciso una settantina di kosovari. Modiano mi dice che Intesa si prepara a prendersi Comit. Bernabé chiama D’Alema e gli dice che sta combinando con Dt per realizzare la più grande azienda telefonica del mondo. Il progetto è ardito, D’Alema si incazza e tratta Bernabé molto male, dopo Colaninno ci dice che il progetto è folle, e che ci verrà a spiegare perché la mattina dopo.

Viene avanti il progetto Ti-Dt. Bernabé lo ha sviluppato ma adesso bisogna gestirlo, altrimenti rischiamo di andare sotto. Nei giorni successivi si comprende che il progetto è una bufala. Progressivamente anche D’Alema se ne convince. La partita è ancora aperta a martedì 20. lo, Rossi, Bassanini, Micucci siamo tutti contro in sostanza, ma dobbiamo accelerare e intensificare la nostra azione .

Bossi  dopo il voto del referendum  chiede di vedere D’Alema. Nel  frattempo fa di nuovo la  corte a Berlusconi. L’irruzione della politica nei giornali fino ad ieri pieni della guerra è un po’ penosa. È come se tutti avessero tirato un sospiro di sollievo tornando a parlare delle cose che gli piacciono di più. Bisogna far tornare la guerra per evitare cazzate in libertà?

Torna l’ipotesi Scalfaro. Per noi va bene, figuriamoci. Ma dubito che sia cristallina. La partita Telecom è venuta fuori bene, stamattina (mercoledì 21). Bernabé comincia ad uscirne con le ossa ammaccate. Bisogna avere pazienza.

Bernabé ha annunciato l’accordo con Sommer. Noi resistiamo con Bassanini e Rossi, ma bisogna stare in campana. Chiama Gamberale, parla di criminalità industriale a proposito dell’intesa. Vedo Pompei. I suoi concetti sono molto simili a quelli di Gamberale.

Nel fine settimana americano D’Alema ottiene, mi sembra, un successo parlando al convegno sulla terza via. Il vertice Nato non mi pare che ottenga grandi risultati. Qui in Italia l’Ulivo muore, non si trova l’accordo sull’uso del simbolo. Bisogna lavorare ad una nuova prospettiva  strategica per il centro-sinistra. Prima o dopo il voto europeo?

Chiama Della Valle, e si lamenta del fatto che sta fallendo l’intesa Unicredito-Comit per il pesante intervento di Mediobanca, che vuole l’intesa Intesa-Comit. Di che ti lamenti, caro Diego, gli ho detto. Volevate distruggere Mediobanca , il vecchio si è difeso e questi sono i risultati.

Hanno arrestato Cusumano. Lo sapevamo da giorni. Si è fatto subito il Consiglio dei ministri, quel furbastro di Ciampi ha pensato bene di anticipare D’Alema revocando le deleghe al sottosegretario prima della riunione. Come si fa a tenere insieme e a dare una prospettiva a questa cazzo di maggioranza? D’Alema prima o poi deve porre il problema di che cosa diventerà. Forse non si può aspettare il 14 giugno. A quel punto i giochi li faranno i democratici. Va costruito prima il futuro del governo e della maggioranza. Si può parlare di elezioni? Quando? La mattina di martedì 27 vedo la Montecchi che suggerisce una riunione dei parlamentari di maggioranza con D’Alema. È un ‘idea.

Mps è intenzionata a prendere Unipol e Fondiaria per poi andare con Banco di Roma. D’Alema parla con Giannelli e Turchi, poi mi chiede di andare da Geronzi per dirgli che deve prendere Unipol dentro il progetto con Mps. Perché Unipol prenda Fondiaria è necessario parlare con Mediobanca. Lo farà Marchini, ma Geronzi mi fa capire che farebbe piacere a lui farlo.

D’Alema dice a Minniti di ritorno dall’Albania che Antonio Napoli può diventare l’interfaccia albanese del governo. In sostanza il consigliere politico di Maiko. Ne parlo con Antonio che dopo mezz’ora mi dice sì. La mattina dopo è a Palazzo Chigi, ne parla con me e D’Alema, poi con Minniti. Si procederà. La cosa mi fa abbastanza ridere. Siamo sempre gli stessi. (19. continua)