Un vecchio diario (8)

Il problema Rondolino. Ha combinato un casino, prima con un’intervista di D’Alema alla Stampa in cui il presidente ha detto cose pazzesche sui suoi colleghi europei, poi con due collegamenti Tv con Lerner e Santoro di cui non si sapeva niente, su ospiti, modalità e quantaltro. Come affrontare il problema? Come sempre, la responsabilità è mia, dice quello. A Rondolino voglio bene, lo copro sempre, ma forse bisogna trovare una via d’uscita, qualche incarico per lui, tipo un sub-commissariato per il Giubileo, che forse è a disposizione .

Venerdì D’Alema non va a Berna per la nebbia e si mette in collegamento con gli emigrati. Cofferati non va all’incontro con le parti sociali perché non trova posto alla riunione. È un cretino. Ocalan va via. Dove? Si cerca una soluzione. Sento parlare di Yemen, Croazia, sempre via Russia. C’è un gran giro di servizi segreti: i turchi hanno saputo, perché i palestinesi hanno avvisato gli israeliani che glielo hanno detto. Un casino.

Fine settimana di discussione sul patto sociale. Da Vissani sabato sera ci chiediamo: bisogna stare sottocoperta, come dice D’Alema, oppure farsi vedere, volare alto, farsi venire qualche idea. Naturalmente la discussione astratta non ha senso. Se l’idea è buona, si sviluppa, altrimenti no.

Poi si parte per gli Stati Uniti, dopo Natale. Il soggiorno è riposante e divertente. Solo la presenza dei giornalisti offre ogni tanto a D’Alema la possibilità di sfoghi vari. In Italia tutto tranquillo (oddio, tranne una strage di mafia). La popolarità di D’Alema migliora. Al ritorno si profilano diversi problemi di nomine (Enti previdenziali e Agenzia).

Fine delle vacanze, è il 7 di gennaio. La polemica Prodi-Cossiga si fa più seria e minaccia di coinvolgere in qualche modo il governo. Cosa fare? Cossiga sostiene che la candidatura di Prodi in Europa è questione che riguarda il governo in quanto tale, D’Alema ha detto di no qualche giorno fa. Può giocarsi in proprio la partita il  nostro?  Giornata complessa, la polemica di Cossiga tiene banco, noi rispondiamo, Cossiga non si fa trovare. Sulle tariffe telefoniche iniziativa di D’Alema, Cheli chiede la sospensione degli aumenti e D’Alema apprezza.

Con Cossiga si fa pace. Bisognerebbe impedire che che Prodi  si presenti con Rutelli e Di Pietro, consegnare a Cossiga il bollino dell’Ulivo e fargli fare le liste con popolari e Dini. D’Alema e Minniti sono al lavoro.

A Milano c’è recrudescenza criminale, nel fine settimana. Domenica chiamo D’Alema e gli dico che deve andare a Milano. Obbedisce. Gli aggiungo il giorno dopo che l’unica misura da prendere unificare i poteri di ordine pubblico nelle mani dei sindaci, per motivi concreti e per motivi politici. Si lavora a qualcosa che rassomigli a questa soluzione. (8. continua)