Stupidaggini napoletane

Allora, comincio a prendermi le prime libertà. Partiamo da un po’ di stupidaggini napoletane. Ieri un commentatore ha scritto sul Corriere del Mezzogiorno che Velardi ha lasciato l’assessorato perché ha ”un fiuto infallibile a correre in soccorso del vincitore”. L’illustre scrivano non spiega perché a Napoli ci sono andato, a febbraio del 2008, in piena crisi dei rifiuti. Anche allora correvo in soccorso di qualche vincitore?

Veniamo alla seconda, un po’ più seria. Oggi lo stesso giornale scrive “fondi da Velardi a Velardi”, alludendo ad una delibera che stanzia risorse per il primo osservatorio internazionale di trendwatching, appuntamento della neonata Fondazione Capri. Si sostiene che viene finanziata la società Gpf, del gruppo Reti. Falso. Per preparare la manifestazione Elena Marinoni, ricercatrice di Gpf e massima esperta italiana di trendwatching, sta fornendo una consulenza gratuita. Non c’è alcun contratto tra società del gruppo Reti e la Fondazione Capri. Gli avvocati si occuperanno di stabilire i termini di un’azione legale nei confronti delle sciocchezze scritte.

Ma veniamo alla conclusione, a proposito di libertà che finalmente posso prendermi. A questo punto il Festival si farà altrove. La nostra ricercatrice verrà incontro a richieste che sono arrivate da altre città.

E’ una decisione che prendiamo con molto rammarico per la serietà, la disponibilità e la civiltà mostrate dalla Fondazione Capri e dal suo presidente Gianfranco Morgano.

Sarebbe stato bello ospitare a Capri Chris Anderson, direttore di Wired, Brian Eno, per una manifestazione che avrebbe attirato l’attenzione del mondo intero su un’isola che da sempre anticipa e costruisce tendenze nell’arte, nella moda, nel costume. Sarebbe diventato un appuntamento annuale di rilievo internazionale. Avrebbe fatto bene, molto bene, all’immagine di Capri e della Campania.

Purtroppo, ancora una volta devo concludere che non ci sono le condizioni per fare qualcosa di buono in quella terra malata.