Oltre al fatto che non avrei nulla da scambiare, sono già troppo corrotto dentro, nell’intimo, perché l’eventuale operazione criminosa possa riuscire. Comunque, nel caso, sappiate: nessuno mi regali orologi. Non ne porto da una ventina d’anni e forse più. Li trovo volgari, fastidiosi, inutili. (Per la verità non sopporto neppure anelli, bracciali, catenine. E se incontro uno con quei ridicoli fili di cotone colorati o i maledetti nastrini intrecciati o quei cinturini di plastica inventati da Armstrong al polso, gli tolgo il saluto. Della Valle escluso, non si sa mai).

Un mio vecchio appunto su quando e come sono diventato lobbista, in queste ore in cui – a proposito di Lupi, Incalza e compagnia – si torna a parlare a vanvera di “lobbies”. Il nostro è un mestiere serio e vero.

Non avrei dovuto fare il lobbista, nella vita. Nei suoi aspetti meno appariscenti – ma sostanziali – è giusto il mestiere che non fa per me: richiede capacità di studio e di approfondimento, determinazione, pazienza, tenacia. Doti mai possedute in abbondanza dal sottoscritto, meno che mai ora